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IMPEGNI
Identità Maschile
Siti Suggeriti
www.maschileplurale.it ; www.donneealtri.it ; www.controviolenzadonne.it
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Dopo anni di riflessioni individuali e solitarie, nel 2006 a Roma mi sono avvicinato ad uno dei Gruppi Uomini che in Italia sono impegnati da anni in attività di ripensamento della identità maschile e ho partecipato alla nascita della Associazione Nazionale MASCHILE PLURALE nel maggio 2007. Oltre ad alcuni Siti Internet di riferimento ripropongo alcuni testi che ho scritto in questi ultimi anni di impegno.
Roma maggio 2007 Riunione della Associazione MP Foto PAGI __________________________________________________________________________________________________ Appello agli uomini 30 gennaio 2009
associazionenazionale MaschilePlurale La violenza contro le donne ci riguardaprendiamo la parola e l’impegno come uominiE’ sempre più lunga la scia di delitti commessi da uomini contro ex mogli o fidanzate, contro compagne in procinto di lasciarli, violenze di gruppo, stupri consumati durante una festa o aggressioni. Violenze nate nel degrado delle nostre periferie, ma anche stupri e ricatti sessuali ad opera di italiani contro donne straniere e di stranieri contro donne italiane: comunque e sempre uomini. Le reazioni delle istituzioni ci sembrano inadeguate o addirittura negative. Per questo, ad oltre due anni dalla sua prima pubblicazione torniamo a proporre il nostro APPELLO AGLI UOMINI. Nel settembre 2006 era stato pubblicato e sottoscritto da quasi 1000 uomini di tutta Italia. Oggi lo rilanciamo come appello dell’Associazione Nazionale Maschile Plurale, nata nel maggio del 2007, e vi chiediamo di aderire. ______________________________________________________________________________________ “Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne, con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo e tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche. Siamo di fronte a una recrudescenza quantitativa di queste violenze oppure a un aumento delle denunce da parte delle donne? Resta il fatto che esiste ormai un’opinione pubblica e un senso comune, che non tollera più queste manifestazioni estreme della sessualità e della prevaricazione maschile. Chi lavora nella scuola e nei servizi sociali denuncia una situazione spesso molto critica nei comportamenti degli adolescenti maschi, più inclini delle loro coetanee a comportamenti violenti, individuali e di gruppo. Forse il tramonto delle vecchie relazioni tra i sessi basate su una indiscussa supremazia maschile provoca una crisi e uno spaesamento negli uomini che richiedono una nuova capacità di riflessione, di autocoscienza, una ricerca approfondita sulle dinamiche della nostra sessualità e sulla natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini. La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda metà del secolo scorso ha cambiato il mondo. Sono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l’amicizia e l’amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Sono cambiate consuetudini e modi di sentire. Anche le norme scritte della nostra convivenza registrano, sia pure a fatica, questo cambiamento. L’affermarsi della libertà femminile non è una realtà delle sole società occidentali. Il moto di emancipazione e liberazione delle donne si è esteso, con molte forme, modalità e sensibilità diverse, in tutto il mondo. La condizione della donna torna in modo frequente nelle polemiche sullo “scontro di civiltà” che sarebbe in atto nel mondo. Noi pensiamo che la logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere superata solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne. Oggi attraversiamo una fase contraddittoria, in cui sembra manifestarsi una larga e violenta “reazione” contraria al mutamento prodotto dalla rivoluzione femminile. La violenza fisica contro le donne può essere interpretata in termini di continuità, osservando il permanere di un’antica attitudine maschile che forse per la prima volta viene sottoposta a una critica sociale così alta, ma anche in termini di novità, come una “risposta” nel quotidiano alle mutate relazioni tra i sessi.Un altro sintomo inquietante è il proliferare di mentalità e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura religiosa, etnica e politica, che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna. Queste stesse tendenze sono però attualmente sottoposte a una critica sempre più vasta, soprattutto – ma non esclusivamente – da parte femminile. In un contesto di insicurezza (in parte reale, in parte enfatizzata dai media e da settori della politica), di continua emergenza e paura per azioni terroristiche e per le contraddizioni provocate dalla nuova dimensione dei flussi di immigrazione, nel dibattito pubblico la matrice della violenza patriarcale e sessuale è stata spesso riferita a culture e religioni diverse dalla nostra. Molte voci però hanno insistito giustamente sul fatto che anche la nostra società occidentale non è stata e non è a tutt’oggi immune da questo tipo di violenza. E’ anzi possibile che il rilievo mediatico attribuito alla violenza sessuale che viene dallo “straniero” risponda a un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all’esistenza di questo stesso tipo di violenza, anche se in diversi contesti culturali, nei comportamenti di noi maschi occidentali. Si è parlato dell’esigenza di un maggiore ruolo delle istituzioni pubbliche, sino alla costituzione come parti civili degli Enti Locali e dello Stato nei processi per violenze contro le donne. Si è persino messo sotto accusa un ipotetico “silenzio del femminismo” di fronte alla moltiplicazione dei casi di violenza. Noi pensiamo che sia giunto il momento, prima di tutto, di una chiara presa di parola pubblica e di assunzione di responsabilità da parte maschile. In questi anni non sono mancati singoli uomini e gruppi maschili che hanno cercato di riflettere sulla crisi dell’ordine patriarcale. Ma oggi è necessario un salto di qualità, una presa di coscienza collettiva. La violenza è l’emergenza più drammatica. Una forte presenza pubblica maschile contro la violenza degli uomini potrebbe assumere valore simbolico rilevante. Anche diffondendo e firmando questo Appello, convocando nelle città manifestazioni, incontri, assemblee, per provocare un confronto reale. Siamo sempre più convinti che un filo unico leghi fenomeni anche molto distanti tra loro ma riconducibili alla sempre più insopportabile resistenza con cui la parte maschile della società reagisce alla volontà che le donne hanno di decidere della propria vita, di significare e di agire la loro nuova libertà: il corpo femminile è negato con la violenza. E invece viene anche disprezzato e considerato un mero oggetto di scambio. Viene rimosso da ambiti decisivi per il potere: nella politica, nell’accademia, nell’informazione, nell’impresa, nelle organizzazioni sindacali. Lo sguardo maschile non vede ancora adeguatamente la grande trasformazione delle nostre società prodotta negli ultimi decenni dal massiccio ingresso delle donne nel mercato del lavoro.
Proponiamo e speriamo che finalmente inizi e si diffonda in tutta Italia una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro, una riflessione comune capace di determinare una svolta evidente nei comportamenti quotidiani e nella vita di ciascuno di noi.” Per controfirmare l’Appello : info@maschileplurale.it (Stiamo organizzando un incontro nazionale pubblico in Piemonte a Pinerolo il 21-22 marzo)
Sito : www.maschileplurale.it Blog : http://blogmaschilepluraleitalia.blogspot.com contatti : info@maschileplurale.it
Roma 13 novembre 2008 COMUNICATO STAMPA In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. A ROMA Domenica 23 novembre dalle 10 alle 16 - Sala di “CARTA” a San Lorenzo Viale Scalo S.L. 67 Incontro nazionale aperto promosso dal Gruppo Maschile Plurale di Roma. Come gruppo romano, abbiamo messo al centro dei nostri ultimi incontri la ricorrenza del 25 novembre, la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. In tutta Italia in questo periodo sono in programma diverse iniziative locali e nazionali sul tema della violenza maschile e noi abbiamo sentiamo il bisogno di fare passi avanti cercando di dare un nuovo impulso alla comunicazione tra gruppi maschili, gruppi femminili e gruppi misti. Attraverso il sito www.maschileplurale.it vorremmo raccogliere e far conoscere quello che le realtà locali organizzano e promuovono in questa occasione, mettendolo a disposizione di chi voglia far conoscere e rintracciare eventi organizzati sul tema, invitando quindi tutti gli interessati a spedirci al più presto le informazioni : info@maschileplurale.it . L’incontro nazionale di domenica 23 novembre, a Roma, è aperto a chiunque sia interessato-a ragionare e dialogare fra i generi a partire dal tema della Violenza, per rispondere ad un desiderio diffuso di stare insieme, parlarsi e favorire una nuova politica tra i generi e nei generi, esigenza che abbiamo colto in relazioni, incontri e contatti con gruppi maschili, femminili e misti. Il fenomeno della violenza maschile sulle donne in tutto il mondo è troppo diffuso e addirittura in crescita. In Italia dobbiamo e vogliamo essere più presenti, visibili con la nostra testimonianza in un momento dell’anno in cui ovunque si riflette, si protesta, si grida contro il silenzio e l’indifferenza, contro le soluzioni facili, contro l’ipocrisia. Vorremmo ascoltare più voci per favorire il dialogo, indispensabile in una società che invece ci vorrebbe sempre più individui isolati, slegati, incapaci di fare politica, di denunciare e di impegnarsi concretamente e coerentemente. Durante l’incontro del 23 novembre discuteremo apertamente di diversi temi a partire da esperienze concrete di singoli e gruppi che in molte città hanno sperimentato pratiche e iniziative di responsabilizzazione degli uomini e dei ragazzi in diversi contesti e con modalità anche molto differenti, anche in collaborazione con gruppi di donne. Speriamo che questo Incontro nazionale aperto a tutti sia una nuova occasione di maturazione individuale e collettiva generativa di comportamenti ma anche di progetti da realizzare al più presto ovunque in Italia. Gruppo Maschile Plurale di Roma Andrea Baglioni, Stefano Ciccone, Massimo Greco, Alberto Leiss, Massimiliano Luppino, Jones Mannino, Sandro Mazza, Gianguido Palumbo, Fausto Perozzi, Gianfranco Proietti, Claudio Tognonato, Claudio Vedovati,…………………………………… ![]() Roma 23 nov. 2008 Sala CARTA Incontro nazionale FotoPAGI ____________________________________________________________________________________
Roma 1 dicembre 2006 Politica, Democrazia, nuovi Partiti e nuove Identità Maschili Oggi si parla molto, non solo in Italia, di Quote Rosa, di maggiore protagonismo delle Donne nella società e nella Politica, nelle Istituzioni e nei Partiti. Sicuramente questo aspetto è molto importante in piena sintonia con le novità progressive che stanno avvenendo in quasi tutti i continenti, dove alcune Donne che stanno conquistando grandi responsabilità. Sono convinto che il Movimento delle Donne, in tutte le sue articolazioni storiche e nazionali, abbia portato e stia ancora portando una modificazione positiva e necessaria delle nostre società, ma ancora non basta. Non basta e non è giusto limitarsi a “dare più spazio” alle Donne, a riconoscere sempre maggiori diritti e ruoli come fosse, e per adesso lo è, una Concessione degli Uomini e della Società attuale. Mentre Loro, le Donne, giustamente continuano ad impegnarsi per farsi riconoscere ruoli e diritti, Noi Uomini dobbiamo partecipare alla modificazione ed al miglioramento delle nostre società, delle nostre vite individuali e collettive, andando oltre i sensi di colpa, oltre le autocritiche dimesse, e sforzandoci di riscoprire una nuova Mascolinità, ridefinire nuove Identità Maschili, assieme alle Donne, agli Omosessuali, ai Bisessuali, ai Transessuali. Noi Maschi, Noi Uomini, Noi Ragazzi, siamo in crisi, e da tempo, lo sappiamo bene e ce lo confermano tutte le analisi serie in diverse parti del mondo. I Nostri figli Maschi, fin da bambini e poi adolescenti e poi giovani, non sanno cosa e come Essere e fanno molta fatica a crescere e maturare. La Politica in senso alto del termine è fatta anche e molto di relazioni dinamiche fra Generi Umani, non solo Uomini e Donne. Le Identità Sessuali dinamiche e le loro interrelazioni private e pubbliche influiscono molto sulle nostre stesse vite e sono l’essenza di ogni Cultura e Società. La Democrazia, basata sulla Libertà, il Dialogo, il Riconoscimento, la Conoscenza, la Decisione e il Potere, ancora oggi in Italia e credo in Europa è cresciuta su una radice “maschile” di comportamenti e codici relazionali basati sull’Individualismo, il Narcisismo, il Solipsismo, la Prevaricazione, la Violenza, la Possessività, l’incapacità di Cooperazione.
La Democrazia deve rinnovarsi anche sulla base di Nuove Identità Maschili di una parte di coloro che la vivono e la esercitano. Una nuova identità maschile non può che nascere dalla comprensione delle mutazioni in atto, della liberazione di energie dinamiche che ci porteranno alla nascita e riconoscimento pubblico e perfino istituzionale di un numero di Generi Umani non più limitato alla sola binomia Maschile - Femminile. Solo attraverso questa coscienza dei mutamenti individuali e sociali noi uomini potremo creare, progressivamente, nuove figure, tipologie, identità maschili dinamiche, diverse dal passato. Diverse dai timbri esclusivi della “forza”, della “razionalità”, della “durezza”, del “potere”, del “possesso”, senza rinunciare a tutte queste componenti che peraltro appartengono sempre più anche alle Donne, ma facendo emergere ed esprimere maggiormente anche altre componenti spesso represse dell’Umano : fantasia, creatività, follia, volontà, generosità, rispetto, umiltà, plasticità, elasticità. Scopriremo che la forza, la bellezza, la gioia, la serenità, il fascino, la resistenza di un Essere Umano stanno proprio nella sua varietà, nella ricchezza, la multiversità, la dinamicità, la disponibilità, e nel riconoscimento della necessità di completamento, di scambio, di comunicazione con altri esseri umani, fisiologicamente, caratterialmente, tipologicamente, storicamente, diversi, siano essi femmine, maschi, omosessuali, bisessuali, transessuali. La rarità di diffusione della responsabilità e del Potere Femminile pubblico, in Partiti e Istituzioni e in Aziende, accanto alla recrudescenza della Violenza sulle donne, in privato e in pubblico, ma anche la negazione della Omosessualità, della Bisessualità e della Transessualità, riflettono la rigidità e la arretratezza delle nostre Culture e Società. Proprio del valore dell’Identità Multipla dell’Essere Umano parla nel suo ultimo libro uno dei pensatori contemporanei più interessanti ( non a caso un Indiano ) Amartya Sen in Identità e Violenza : “La Cittadinanza, la residenza, l’origine geografica, il Genere, la classe, la professione, la politica, le abitudini alimentari, gli interessi sportivi, i gusti musicali, gli impegni sociali ed altro, ci rendono membri di una serie di “Gruppi”. Ognuna di queste collettività a cui apparteniamo simultaneamente, ci conferisce una Identità Specifica. Nessuna di esse può essere considerata la nostra Unica Identità o la nostra unica categoria di appartenenza”. E conclude il libro : “ Non dobbiamo mai permettere che la nostra mente sia divisa in due da un orizzonte”.
In Italia da alcuni anni sono nati alcuni gruppi di discussione fra Uomini di ogni età, che finalmente si sono incontrati a Roma il 14 ottobre scorso coinvolgendo anche personalità di generi diversi del mondo culturale e politico. E’ nato un Manifesto, un Appello che si conclude con queste parole: “Chiediamo che si apra in Italia finalmente una riflessione pubblica tra gli Uomini, nelle Famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi di lavoro, nel mondo dell’informazione e della politica, una riflessione comune capace di determinare una svolta nei comportamenti di ciascuno di noi.” Speriamo che anche questa iniziativa possa contribuire a far rinascere un’Italia migliore, dopo troppi anni di vero impoverimento umano oltre che economico. Gianguido Palumbo Llibero professionista con diverse Identità professionali: consulente e cooperatore internazionale, operatore culturale, scrittore. Nato a Palermo, a Roma da cinque anni dopo trenta vissuti a Venezia. Sposato da oltre trent’ anni, con una figlia di 25. Non sono iscritto ad alcun Partito e da anni voto per persone e partiti diversi all’interno di quella che oggi sia chiama Unione di Centro Sinistra. Da sempre vivo una forte passione politica nel senso ampio e vitale del termine. |
Foto e testi di Gianguido PAGI
Palumbo
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23/05/2011 11.07.12