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PROGETTI DI COMUNICAZIONE

Progetto Film "Albalìa" 2007 Roma

Siti Suggeriti

www.albanianews.it ; www.ambitalia-tirana.com ; www.dossierimmigrazione.it

Conosco il regista Edmond Budina dal novembre del 2005 e nella maturazione del rapporto di amicizia e di collaborazione professionale è nato il progetto di un Film Documentario sugli Albanesi in Italia. Nel corso del 2007 il progetto ha ricevuto il patrocinio ufficiale sia dell'Ambasciata Albanese in Italia sia del Ministero della Solidarietà Sociale del Governo Prodi. In assenza di finanziamenti sufficienti il Film ancora non è stato realizzato.

 

Albania -Interno di casa a Valona- giugno 2007 - foto PAGI

 

Il progetto

Roma  gennaio 2007

 

Un progetto

ADHOC -Venezia di Gianguido Palumbo

DDC - Roma di Ennio De Dominicis

 

Con il Patrocinio di

Ministero della Solidarietà Sociale           Ambasciata della Repubblica di Albania

          ( Roma 5 gennaio 2007)                                                            ( Roma 12 dicembre 2006 )

 

DocuFilm

 

Albalìa

Albanesi in Italia

 

Ideazione : 

Gianguido Palumbo

 

Consulenti:

 Prof. Antonello Biagini   

Autore di “Storia dell’Albania contemporanea”  ( Bompiani 2005 )

Dott. Rando Devole 

Autore di “L’immigrazione albanese in Italia” ( Agrilavoro 2006 )

 

Soggetto e Sceneggiatura:

Gianguido Palumbo – Edmond Budina – Ennio De Dominicis

 

Musiche originali:

Admir Shkurtaj

 

Regia : 

Edmond Budina

 

 

Il film

 

Un viaggio in Italia, dal Veneto alla Sicilia e ritorno, di un padre e una figlia, albanesi di origine e italiani di adozione, alla scoperta della storia e del presente di quasi 500.000 loro fratelli e sorelle Albanesi che vivono in Italia fin dal 1400 o che sono arrivati negli ultimi anni di migrazioni.

 

Una storia vera, raccontata da un padre a una figlia.

 

Il padre è lo stesso regista del film, Edmond Budina cinquantenne da 15 anni in Italia, nel Veneto, sposato con una moglie italiana. La figlia, unica protagonista, è Adele, ventenne, a Roma da poco per studiare all’Università.

 

Assieme partono dal Nord Italia, dal Veneto, dalla loro vera casa attuale,  a Bassano del Grappa, e arrivano in aereo a Palermo.

 

Raggiungono in corriera Alia, un paesino fra Palermo ed Agrigento, dove vanno a trovare la Zia Regina, una donna albanese, sposata con un ufficiale italiano negli anni quaranta, quando lei aveva soltanto 16 anni. Oggi Zia Regina (albanese) e Zio Nino (siciliano) dopo 50 anni vissuti insieme riposano lì, nel cimitero di Alia, dove Edmond e Adele vanno a posare dei fiori.

 

Padre e figlia lasciano Alia e raggiungono Piana degli Albanesi, poco lontana da lì e comincia il loro viaggio nel mondo degli Albanesi in Italia, incontrando paesaggi e personaggi albanesi, italiani, italoalbanesi, scoprendo piccole e grandi storie di donne e di uomini d’ogni età.

 

Da Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, attraverso le antiche Comunità Albanesi di Calabria, di Campania, di Puglia, della Basilicata, del Molise, dell’Abruzzo, per poi passare a Roma, in Piazza Albania,  e conoscere gli Albanesi arrivati negli ultimi 15 anni, che vivono nel Lazio, in Toscana, in EmiliaRomagna, in Piemonte, in Lombardia e infine tornare nel Veneto, a Bassano del Grappa, da dove Edmond e Adele Budina erano partiti.

 

Un viaggio, una storia, per capire e farci capire chi sono gli Albanesi e chi siamo oggi in Italia gli Italiani, come possiamo convivere, conoscerci, comunicare, scambiare vite e culture, creare nuove famiglie e nuove storie, come succede da centinaia di anni e continuerà a succedere al centro del Mediterraneo, all’incrocio del mondo fra l’Africa, l’Asia, l’Europa, le Americhe.

 

Le premesse

 

Non esiste Democrazia senza libertà individuale ma questa è minacciata dall’assegnazione dell’Individuo Umano ad una Natura pensata come destino tanto quanto dalla sua chiusura in una Cultura concepita come Natura.

L’avvenire dunque non è nel Multiculturalismo, ossia l’inerte coesistenza di universi impermeabili l’uno all’altro e tendenti a rinchiudere chiunque, pur facendone parte, cerchi di uscirne, bensì nel Trans-Culturalismo, l’itinerario individuale attraverso le culture, frutto di educazione e libertà. Come a dire che la Storia non è affatto finita.

Marc Augè  “Le relazioni sociali e il loro futuro” 2006

 

In Italia oggi vivono più di 300.000 Albanesi, una delle Comunità Straniere più numerose e importanti d’Italia, raddoppiata in soli 5 anni.

 

Alcuni dati regionali sugli Albanesi immigrati regolari, presenti in Italia all’inizio del 2006:

 

-          62.000  in Lombardia

-          42.000  in Toscana

-          35.000  in Em.Romagna

-          30.000  in Piemonte

-          30.000  in Veneto

 

Dalle crisi economiche dei primi anni Novanta con le prime ondate drammatiche di sbarchi sulle coste pugliesi, ad oggi, la presenza Albanese nel nostro Paese è segnata dalla creazione di forti e diffusi stereotipi negativi che qualificano negativamente questo Popolo.

 

Isolando le componenti negative degli Albanesi attivi nel mondo della criminalità in connessione o meno con quella Italiana, così come avviene in tutti i Paesi con ogni Comunità di Stranieri Immigrati, la grandissima maggioranza di Albanesi in Italia lavora in alcuni settori economici primari, come l’edilizia e l’agricoltura.

 

Ma la storia della presenza albanese in Italia è molto antica risalente almeno alla fine del 1300, con la diaspora e la nascita di importanti comunità stabili albanesi in diverse Regioni Italiane: in Sicilia, con la famosa Piana degli Albanesi, in Calabria, in Campania, in Puglia, in Basilicata, in Molise, in Abruzzo.

Gli Albanesi d’Italia, “Arbereshe”, sono oggi oltre 100.000 persone che vivono in 41 comuni, 9 frazioni, distribuite in 7 Regioni dell’Italia centro meridionale.

 

- Sicilia         con 3 comunità

- Calabria      con 50 comunità

- Puglia         con 3 comunità

- Campania    con 1 comunità

- Basilicata    con 5 comunità

- Molise        con 4 comunità

- Abruzzo      con 1 comunità

 

Sommando quindi i 100.000 Albanesi d’Italia con i 300.000 Albanesi di nuova immigrazione

( cui aggiungere altre migliaia di probabili clandestini ) si arriverebbe alla cifra realistica di quasi Mezzo Milione di ALBANESI, di antiche origini e di nuovi arrivi, che vivono oggi in ITALIA.

 

Inoltre fra l’Italia e l’Albania, negli ultimi 15 anni, si sono sviluppate decine di attività di Cooperazione Internazionale a diversi livelli e scale istituzionali e sociali, in molti settori : dagli aiuti umanitari alle collaborazioni fra i Governi Locali e territoriali, dalle iniziative di sviluppo economico locale alle Infrastrutture, dal Turismo alla Cultura. Non tutti i Progetti sono stati efficaci e coerenti, molti ancora sono attivi e vedono Regioni, Province, Comuni, Ong, Associazioni, Università, e Imprese, impegnati tutti in processi di cooperazione.

 

La Cultura e l’Arte albanese non sono molto conosciute in Italia se non fra piccole elite di appassionati e intenditori. Il personaggio più famoso è ancora il Premio Nobel per la Letteratura Ismail Kadarè, che continua a scrivere ed avere un importante ruolo di coscienza critica del Paese.

 

Il progetto Albalìa prevede di realizzare un DocuFilm per la TV, sugli Albanesi in Italia oggi, la loro storia antica a partire da alcune comunità tuttora vive, e la loro storia contemporanea nelle regioni italiane del Nord, nelle città e nelle campagne lombarde, piemontesi, toscane, emiliane.

 

Un Film per i Giovani italiani, ed albanesi, per le nuove generazioni perché maturino un approccio più cosciente, più profondo, verso gli “Stranieri”, gli “Immigrati” in Italia ed in particolare verso gli ALBANESI, così legati alla storia del nostro Paese, e così “maltrattati e malconsiderati”.

 

Un film che racconti la storia, antica ma ancora vivissima, degli Albanesi in Italia, la loro visione dell’Italia da dentro, la vita degli Albanesi arrivati negli ultimi 15 anni con la loro percezione dell’Italia, ma anche la considerazione e gli stereotipi degli Italiani ( nella loro varietà ) verso “gli Albanesi”, vecchi e nuovi.

 

La regia sarà affidata ad Edmond Budina un artista Albanese ex Direttore del teatro nazionale, regista e attore molto conosciuto, protagonista delle iniziative per la democratizzazione del suo Paese. Budina vive in Italia da anni, a Bassano del Grappa come Operaio Metalmeccanico, ha scritto e diretto un bel film sulla immigrazione in Italia ”Lettere al Vento”  ( realizzato nel 2001 con fondi del Ministero Italiano della Cultura ), premiato in molti Festival e tuttora segnalato e invitato in Italia e all'estero. ( vedi allegato ).

Budina è ormai molto conosciuto anche in Italia nel mondo del Cinema e della Televisione e sta anche aspettando il finanziamento per il nuovo film che ha scritto sull’ Albania di oggi.

Un Regista albanese, conosciuto e apprezzato sia in Albania che in Italia,  ricostruirà, in un racconto libero ed efficace, in un intreccio fra documentazione e “fiction”, le diverse storie antiche e recenti di Albanesi in Italia.

 

Le Musiche saranno composte appositamente da Admir Shkurtaj, musicista fisarmonicista, compositore, uno dei giovani protagonisti del panorama artistico albanese in Italia, ( vive in Puglia nel Salento ), che sta rielaborando in modo originale le tradizioni musicali del suo paese e di tutti i Balcani attraverso una forte relazione con la musica contemporanea europea, con il Jazz e il Pop.

 

Le consulenze saranno curate dal Prof. Antonello Biagini, Ordinario di Storia dell'Europa Orientale presso la Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma, e autore di alcuni saggi e libri, fra gli altri, sulla Storia dell’Albania; dal Dott. Rando Devole, sociologo e giornalista, albanese in Italia da molti anni ed autore di numerose inchieste sul immigrazione culminate nel suo ultimo libro “ L’Immigrazione Albanese in Italia” ed. Agrilavoro 2006

 

Scheda tecnica e finanziaria

Tipologia :        Film Documentario

Tecnologia :      Digitale

Durata :           90‘

Circuitazione :  Televisione, Sale Cinematografiche, HomeVideo

Pubblico pref.:  Giovani

Budget :           300.000  euro

 

Curriculum

Edmond Budina

Nato il 21.03.1952 a Tirana, è residente a Bassano del Grappa. Laureato presso l'Accademia delle Arti di Tirana nel 1975. Dallo stesso anno ha cominciato a lavorare al Teatro Nazionale in qualità di attore e regista. Ha recitato in circa cinquanta ruoli, la maggior parte dei quali da protagonista. Ha avuto il maggior successo nei drammi di Schiller, Ibsen, Pirandello, Miller, Brecht, Robles, Pogodin. E' stato per quindici anni membro del Consiglio Dirigente Artistico del Teatro Nazionale. Per molti anni è stato anche professore all'Accademia delle Arti, dove insegnava dizione, regia e recitazione. Ha collaborato con riviste e giornali occupandosi di teatro, cinema e televisione. E' autore dell'adattamento teatrale di diverse opere di Ismail Kadaré, messe in scena da lui e da altri. Una di queste opere è stata rappresentata al Teatro delle Nazioni di Scopje, in Macedonia. Ha diretto spettacoli di successo che hanno segnato una svolta nella storia del teatro albanese. I suoi spettacoli sono stati ripresi dalla televisione, ed è stato anche regista televisivo di questi. Ha lavorato per la radio, la televisione ed il cinema come autore, attore e regista. Ha partecipato all’assemblea che l’ex presidente albanese Ramiz Alia aveva organizzato nell’agosto 1990 con i quaranta intellettuali più noti del Paese. Nel dicembre dello stesso anno è stato scelto come rappresentante dei professori dell’Università di Tirana per l’incontro con Ramiz Alia al fine di chiedere il pluralismo politico, che ha segnato una svolta nella storia politica dell’Albania. E’ uno dei fondatori del partito Democratico Albanese. E' venuto in Italia nel 1992, grazie all’operazione C.O.R..A ( rimpatrio delle famiglie italo albanesi) organizzato dal Governo Italiano. Nel 1993/'94 ha partecipato alle diverse riprese realizzate da “Ipotesi Cinema” ( scuola di Ermanno Olmi ) in qualità di aiuto regista e tecnico. Nel 1994, come sceneggiatore e regista, ha realizzato il documentario " Guardando al Ritorno ", che ha partecipato al Med Film Festival ‘96. Nel 1995 ha selezionato, tradotto, messo in scena e recitato poesie e prose di Ismail Kadaré nello spettacolo "Tabir Sarail" rappresentato in diverse città d'Italia. Nel 1996 è stato protagonista dello spettacolo " Migranti " di Marco Baliani, prodotto dall' ETI (Ente Teatrale Italiana ) e rappresentato nei teatri più importanti del Paese, dal “Teatro Valle” di Roma al “Piccolo Teatro” di Milano. L’opera ha vinto il Premio Nazionale per la traduzione, consegnato dal Ministero dei Beni Culturali. Nell' estate del 1998 una studentessa dell'Università di Venezia ha realizzato la tesi di laurea sulla vita di Edmond Budina. Nel 2000, 2001, 2002 ha partecipato alla soap opera " Un posto al sole " prodotta e trasmessa dalla RAI. Ha recitato nel film “Tickets” di Ken Loach, partecipante al Festival di Berlino nel 2005. Nello stesso anno faceva parte del cast nel film “Eccezziunale veramente” di Carlo Vanzina, con Diego Abatantuono. Ha collaborato con attori come; Flavio Bucci, Ennio Fantastichini, Fabrizio Contri, Maia Sansa Membro della giuria internazionale presieduta da Margerth Von Trotta nel Europa Cinema di Viareggio 2006. Ha realizzato il cortometraggio “Domenica delle palme” prodotto e trasmesso da Tele+ in contemporanea con 23 paesi europei e con il quale ha partecipato al Torino Film Festival. Nel 2003 è uscito nelle sale il suo primo lungometraggio " Lettere al Vento ", realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, prodotto dall' ASP di Donatella Palermo e distribuito dalla Lucky Red. Sia il pubblico sia la critica hanno valutato in modo più che positivo il film, il quale ha preso parte a moltissime rassegne , cineforum, cinema d’essai, università anche estere, scuole. “Lettere al vento” viene trasmesso da Sky Tv sotto la categoria “ rivelazione”. E’ stato trasmesso anche dalla TV ungherese ed albanese. Il film Lettere al Vento ha vinto il “Premio Qualità” del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, concorso indetto per i film cinematografici prodotti del 2003. Lo stesso film ha partecipato a vari festival ( vincendo tra l’altro anche premi come migliore film e migliore sceneggiatura): • Regus London Film Festival • Taormina BNL Film Fest • Palm Springs International Film Festival • Portland International Film Festival • Newport Beach Film Festival • Leeds International Film Festival • Thessaloniki International Film Festival • Belgrade Film Festival • Sofia International Film Festival • Istanbul International Film Festival • Bangkok International Film Festival • Bangladesh Film Festival • Montpelier Film Festival • Med Film Fest • “Der neue Heimatfilm” Freistadt • EuropaCinema di Viareggio • Festival Cinema Europeo di Lecce • Tekfilm Festival di Roma • Heidelberg festival (Germania) • Monaco Film Festival • Gallio Festival del Cinema Italiano • Bolzano Film Festival

 

Antonello Biagini

Prof. Antonello Biagini, Ordinario di Storia dell'Europa Orientale Direttore del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea, Facoltà di Lettere e Filosofia – Facoltà di Scienze Umanistiche, Università degli Studi "La Sapienza" di Roma Tel. uni. 06/49913411-49913415 - fax 06/4450740 e-mail: antonello.biagini@uniroma1.it Laurea in Lettere honoris causa dell’Università di Szeged. Direttore del Centro Interuniversitario degli Studi Ungheresi in Italia, insignito dell’onorificenza “Pro cultura hungarica”. Ha in precedenza insegnato presso l'Università di Perugia e Messina ed è stato componente del Comitato per le scienze storiche, filosofiche e filologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ispettore onorario degli Archivi di Stato. Dirige la collana "Studi e ricerche" sull'Europa Orientale per la casa editrice Periferia. Per la Fondazione di ricerche e studi internazionali di Firenze ha coordinato i seminari di approfondimento e aggiornamento per il personale diplomatico italiano e latino-americano. E' stato coordinatore del corso di formazione per diplomatici dell'Europa centro - orientale di Osimo e per diplomatici argentini presso l'Instituto del Servicio de la Nacion (ISEN) del Ministerio de Relaciones Exteriores y culto di Buenos Aires. Consulente, dal 1971, dell'Ufficio Storico dell'Esercito, cura la pubblicazione dei Documenti della seconda guerra mondiale. Pubblicazioni -Momenti di Storia Balcanica (1878 - 1914), Roma 1981; -In Russia tra guerra e rivoluzione. La Missione militare italiana (1915-1918), Roma 1983; -L'Italia e le guerre balcaniche, Roma 1989; -L'evoluzione dei Paesi dell'Est dal 1945 ad oggi, in "La grande Europa, la nuova Europa: opportunità e rischi", documenti preparatori degli incontri di Rocca Salimbeni, Monte dei Paschi di Siena,1990; -Mezzo secolo di socialismo reale: l'Europa orientale dal 1945 ad oggi (con F. Guida), Giappichelli, Torino 1994, 1997 (2ª edizione), tradotto in spagnolo e in polacco; -L’Ungheria dal socialismo all’economia di mercato; caratteristiche e prospettive del processo di transizione (con Rita Tolomeo), Igea 1996; -Storia dell'Albania, Bompiani, Milano 1998 (Premio Latina Tascabili), tradotto in albanese; -Storia della Turchia contemporanea, Bompiani, Milano 2002; -Storia della Romania contemporanea, Bompiani, Milano 2004.

 

Admir Shkurtaj

nato a Tirana (Albania) il 03.12.1969 Diploma in fisarmonica conseguito presso il Conservatorio “Jordan Missja” di Tirana nel 1988 Diploma in composizione conseguito presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce nel 1999 - 1° classificato al Festival di Musica Contemporanea di Tirana (giugno 2000) con il brano “Metamorfosi”; - Segnalato al concorso internazionale di musica contemporanea “Fattoria Paradiso” di Forlì 2000 con il brano “Scissione”. - Secondo classificato al Concorso Internazionale di Composizione, Reggello – 2005 http://www.reggellofestival.org/ - Diverse esperienze e collaborazioni nell’ambito del jazz Salentino; - Dal 1997, collaborazioni attualmente in corso con i gruppi di musica etnica salentina Ghetonìa e Aramirè; - Dal 1999 al 2002, partecipazione attiva nell’ambito della formazione di musica balcanica “Opa Cupa”: - Dal 1996, collaborazione con la compagnia teatrale “Astragali” di Lecce; - Realizzazione degli arrangiamenti e direzione dell’orchestra del Premio Barocco 1997 di Gallipoli; - Collaborazione con l’Orchestra Interbalcanica in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte - Con i Gruppi Talea e Ghetonìa partecipazione a Festival e tournée italiane e internazionali (Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Germania, Belgio, Stati Uniti). - 2002 Collaborazione con la Meridiana Multijazz Orchestra - Apertura della Stagione Sinfonica 2002 della Provincia di Lecce con una composizione originale, nell’ambito del ciclo “L’Orchestra incontra i giovani compositori” - 2003 Arrangiamenti per l’Orchestra della Fondazione ICO “Tito Schipa” di Lecce in occasione dei concerti natalizi organizzati dalla Provincia di Lecce: Canto d’amore con Franco Simone - Stagione Sinfonica 2004 della Provincia di Lecce, composizione originale, nell’ambito del Rassegna per Giovani Compositori ”Dell'amore ancora - Musiche per versi d'amore” - Estate 2005 composizione originale per quintetto e orchestra, “Suite Shqipetare”, eseguito dall’Orchestra della Fondazione ICO “Tito Schipa” di Lecce. - Estate 2005 arrangiamenti per l’Orchestra della Fondazione ICO “Tito Schipa” di Lecce: “Suoni e ritmi della cultura e tradizione popolare dalle Ande al Salento”, solista – Franco Simone, direttore – Carlo Palleschi - Incarico di docenza, fisarmonica, presso il Conservatorio di Lecce “Tito Schipa” nell’ambito del corso di musica popolare. - 2006 composizione originale per orchestra, “Suite Shqipetare n. 2”, commissionato dal Conservatorio Tito Schipa di Lecce, nell’ambito del progetto ACCIA ARTE, Iniziativa Comunitaria INTERREG IIIA Italia – Albania DISCOGRAFIA - “Grecìa Salentina”, Gruppo Ghetonìa 1997 - “Musica vita est” (contemporanea) 1999 - “Mari e Lune ad est del Sud”, Gruppo Ghetonìa, 1999 - “Krifì”, Gruppo Ghetonìa, 2001 - “Live in contrada Tangano”, Opa Cupa ed. Sottosuono, Bari 2001, pubblicato con la rivista bimestrale “World Music”. - “Meridiana Multijazz Orchestra” Assessorato alla Cultura Provincia di Bari 2002 - “Jarinà Jarinanè” Gruppo Talea, 2005

 

Foto e testi di Gianguido PAGI Palumbo
last update: 23/05/2011 11.07.12